2 prodotti

I vini del Domaine Guy Breton
Il Domaine Guy Breton
Chi, nel mondo del vino naturale, non ha mai sentito parlare di "P'tit Max"? Guy Breton fa parte della generazione che ha cambiato il modo di bere vino naturale. Una figura del Beaujolais, un talento che ha saputo valorizzare il vitigno tanto amato da epi-curieux: il Gamay.
La storia di Guy Breton
Guy Breton appartiene alla generazione di Marcel Lapierre, ribattezzata "Gang of 4" dal grande importatore americano Kermit Lynch. Perché? Perché riuniva i migliori amici del Beaujolais: Marcel Lapierre, Jean-Paul Thévenet e Jean Foillard (a loro volta ispirati dal grande Jules Chauvet). In seguito arrivarono Jean-Claude Chanudet detto Le Chat, Georges Descombes, Yvon Métras, Jean-Jacques Robert e altri. La storia di Guy Breton inizia nel 1986, quando riprende la tenuta di famiglia. All'epoca l'uva veniva venduta alle cooperative che dominavano il Beaujolais, con molti additivi in vinificazione e Gamay dal gusto artificiale. Questo prima che i grandi nomi della regione rimettessero in auge questo vitigno emblematico, dai profumi di frutti rossi freschi e golosi e dal magnifico potenziale di invecchiamento.
Il vino naturale del Beaujolais
Stabilito a Villié-Morgon e incoraggiato da Marcel Lapierre, Guy Breton coltiva alcune delle più belle vecchie vigne della denominazione Morgon. Oggi lavora 7 ettari tra Morgon, Régnié, Beaujolais, Beaujolais-Villages, Côte de Brouilly, Fleurie e, da qualche tempo, Chiroubles con uve acquistate. P'tit Max è anche noto agli amanti del Gamay come il Signor Beaujolais Nouveau: i suoi primeur sono così golosi e puri che tutti si contendono la cuvée Fanchon. Non usa pesticidi né prodotti di sintesi in vigna. Esposti a nord-est, sulle parcelle Saint-Joseph e Grands Cras, i suoi vini sono freschi. Vendemmia più tardi degli altri, per vini più profondi. Nessun artificio in cantina: la vinificazione è naturale, con macerazioni carboniche o semi-carboniche avviate a freddo per cercare frutto e complessità. Il vino passa poi in un vecchio torchio verticale e affina in vasche di epossidica o, per le vigne più vecchie, in botte. Uno stile incomparabile: i vini di Guy Breton sono unici.
Il team di epi-curieux.com ha selezionato per voi diversi vini di Guy Breton: da avere assolutamente in cantina per i puristi, da assaggiare assolutamente per i neofiti. Scoprite l'espressione pura del Gamay del Beaujolais.
I vini di Guy Breton
Guy Breton lavora con maestria diverse denominazioni. C'è naturalmente Marylou, un Beaujolais-Villages che porta il nome della figlia maggiore: una vera bomba di frutto, un Gamay da aprire in compagnia! Poi il primeur, la cuvée Fanchon: un Beaujolais Nouveau di una golosità folle che i puristi si contendono. Un vino festoso che unisce le persone! Non poteva mancare un omaggio al suo soprannome: la cuvée P'tit Max in Morgon. La bandiera della tenuta, da vigne quasi centenarie su un terroir eccezionale, affinata in legno: un Morgon di incredibile profondità dal frutto intenso. Pazienza, perché P'tit Max ha un potenziale di invecchiamento eccezionale (non sfigura accanto ai vini di Borgogna!). Guy Breton coltiva anche vigne a Fleurie: un piccolo gioiello di Gamay, più maturo ed espressivo, con un bell'equilibrio tra frutto, freschezza e finezza. Un vino che il tempo rende ancora più bello… La denominazione regina della tenuta? Morgon, e in particolare il Morgon Vieilles Vignes: da ceppi centenari, vellutato e semplicemente delizioso. Cercate la caramella di Guy Breton? Allora puntate sul Régnié, un'esplosione di frutto dalla beva incredibile. Provate anche un nuovo terroir con lo Chiroubles Cuvée Léa: da suoli sabbiosi poco profondi, complesso, minerale e sempre molto fruttato. Infine la Côte de Brouilly, perfetto equilibrio tra terroir e annata.
Il team di epi-curieux.com sa quanto è fortunato a potervi proporre i Gamay di Guy Breton! Conservateli in cantina se potete, e per gli impazienti: buona degustazione!