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I vini del Domaine Curtet
I vini naturali della Chautagne
Direte: ancora la Savoia! Sì, ma in Chautagne non ci eravamo ancora fermati. Ed è da Marie e Florian Curtet che abbiamo scovato delle vere perle.
Tornare a un sapere ancestrale, rispettare la natura come si deve: ecco le grandi convinzioni di questa giovane coppia. Riprendendo la tenuta di Jacques Maillet, Marie e Florian vogliono essere autentici e fanno vini a loro immagine.
Epi-curieux.com vi invita a scoprire questi vini di terroir, liberi, freschi e digeribili.
La storia del Domaine Curtet
Nel 2011, a una fiera a La Roche-sur-Foron, Marie e Florian Curtet incontrano Jacques Maillet, IL vignaiolo savoiardo dei vini naturali. Seguace della biodinamica, dal 2003 produce vini con metodi non convenzionali: un grande nome del vino naturale in Savoia. Da quel giorno lavorano insieme nelle vigne della Chautagne, su tre colline a Motz e Serrières-en-Chautagne, a nord del lago del Bourget. Jacques Maillet trasmette loro il suo amore per la natura, il suo sapere biodinamico e le sue conoscenze per proteggere le vigne in modo naturale.
Quattro anni dopo, Jacques passa il testimone a Marie e Florian. Pieni di convinzioni e di bei valori, vogliono portare avanti il lavoro e la passione per le terre della Chautagne.
Marie e Florian Curtet intervengono il meno possibile. Lavorano in armonia con la natura, in biodinamica, senza additivi, pesticidi né artifici. I loro valori sono semplici: rispettare la natura dandole ciò di cui ha bisogno, ascoltando il paesaggio e degustando regolarmente i loro vini. Con gli anni hanno imparato a leggere il paesaggio e amano la ricchezza e la complessità della biodiversità. L’uomo in simbiosi con la natura!
Queste convinzioni li spingono anche a trasmettere. Per far capire ai più giovani i processi del vivente e l’importanza dei suoli, organizzano visite nelle vigne, piantano alberi insieme a loro e spiegano il loro mestiere.
Domaine Curtet, vigne a misura d’uomo
Il vigneto a misura d’uomo di questa giovane coppia si estende su circa 6 ettari in pendenza lungo il Rodano, esposti a ovest. Il clima meridionale della Chautagne favorisce la fertilità dei suoli, composti di arenaria e molassa (un suolo sabbioso-limoso di origine marina).
Marie e Florian si sono formati in particolare con Gilles Berlioz, maestro del terroir savoiardo naturale.
Il Domaine Curtet mette la natura al primo posto, con diversi strati di vegetazione nelle parcelle. Hanno seminato alberi e piante sulle loro colline, perché l’albero fa da direttore d’orchestra: gestisce il fabbisogno d’acqua delle viti, nei periodi di siccità come durante i temporali.
Marie e Florian Curtet hanno deciso di lasciar fare: non arano e lasciano che il suolo si autoregoli. Le piante presenti nelle parcelle, come il timo, le ortiche o il serpillo (un antisettico dalle proprietà antivirali), curano naturalmente le viti.
Le cuvée del Domaine Curtet
In vasche di cemento, ma anche in gres e in grandi botti, i vini di Marie e Florian riflettono il lavoro in vigna e il loro impegno.
Privilegiano gli assemblaggi dei loro vitigni rossi e bianchi: Mondeuse, Gamay, Pinot Nero, Jacquère, Altesse… Una scelta legata anche alle nuove piantagioni di vitigni e ai reimpianti che stanno portando avanti nella tenuta.
I Vertige sono le cuvée da invecchiamento della tenuta, affinate 24 mesi in grandi botti. Vertige rouge unisce Gamay e Mondeuse: fruttato grazie al Gamay, speziato e tannico grazie alla Mondeuse. Vertige blanc riunisce i vitigni bianchi della tenuta, affinati in botte senza colmature, per una complessità e una sapidità sorprendenti.
La Glisse nasce da un’« infusione » di diversi vitigni in un succo di Gamay: un rosso dissetante, fresco e teso.
Alisse è un « blouge », una co-fermentazione di uve bianche e rosse facilissima da bere: il vino d’estate e tra amici per eccellenza.
Tonnerre de Grès, blend di Jacquère e Altesse, è un vino senza additivi né filtrazione, con note fruttate e di agrumi: purezza, vivacità e sapidità. Disponibile anche in magnum.
I più affezionati ricorderanno anche le loro Mondeuse e Frissons des Cimes, unione di Mondeuse, Gamay e Pinot Nero.
Frutto, finezza, freschezza e complessità: pura felicità!